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Studiare e vivere a Pechino

2013年10月17日 15:55 fonte:Cina in Italia  autore: Maria Teresa Trucillo - Wen Qian
Foto Gene Zhang

 

Negli ultimi 5 anni, sono sempre di più gli italiani che si recano in Cina per studiare o lavorare. Quale città scelgono? Vi proponiamo le storia di Alessio ed Eleonora, due ragazzi che vivono a Pechino rispettivamente per studiare e lavorare.

  

Alessio

Studente romano presso la facoltà di Studi Orientali della Sapienza, ha frequentato l’Università di Pechino per le lingue straniere e il prossimo anno comincerà un master triennale sempre a Pechino. Ama tutto della Cina e dagli amici è soprannominato “occhi da cinese”.

 

Eleonora

Dopo essersi laureata lo scorso marzo in interpretariato di conferenza, Eleonora è partita all’avventura in terra cinese. Presto ha raccolto i suoi primi successi e ora è un manager nella ristorazione a Pechino.

 

Descrivi Pechino con tre aggettivi.

A: «Imprevedibile, maestosa, bipolare».

E: «Internazionale, viva ma molto trafficata».

Perché hai scelto proprio questi tre termini?

A: «Imprevedibile perché offre di tutto. Non sai mai cosa c’è dietro l’angolo: ricordo che una volta mi sono ritrovato alle 7 del mattino in un camion con dei cinesi che consegnavano della farina ai ristoranti, ma non so bene neanche come ci sono finito. Maestosa, perché è una città di proporzioni gigantesche. Non bastano cinque anni per visitarla tutta: quando fai una lunga passeggiata a piedi o in bici e hai l’impressione di aver attraverso mezza città, spesso ti rendi conto di non essere neanche uscito dal quartiere. Bipolare perché esiste una dualità tra tradizione e innovazione. Questo concetto può essere pienamente afferrato dal parco Jingshan: da un lato si può ammirare la fantastica veduta della Città Proibita e tutti gli edifici della Cina imperiale, mentre dall’altro si scorgono i grattacieli di Chaoyang, la torre CCTV e la G-Tower a Guomao che si alzano impetuosi a est, come per segnare uno spartiacque tra modernità e tradizione. È un’immagine che a mio avviso racchiude perfettamente lo spirito di questa città e forse quello della Cina intera».

E: «Perchè a Pechino si ha la possibilità di incontrare studenti, persone d’affari e turisti provenienti da tutto il mondo. È l’ombelico cinese del mondo. Essendoci così tanti stranieri poi, ci sono miriadi di locali, ristoranti, discoteche, gallerie d’arte, insomma è un crogiuolo di culture e cultura! Molto trafficata perché....perché sfido voi a trovare un taxi alle 7 di sera, perché per compiere tre chilometri sul terzo anello di sabato ci vuole più di mezz’ora...se va bene!».

Per quale motivo hai scelto di vivere a Pechino e non in un’altra città?

A: «Perché mi sono sempre sentito attratto da questa città, non so in particolare da cosa. Contrariamente a molte altre città cinesi ultramoderne dove di tradizione è rimasto ben poco, Pechino conserva ovunque il sapore della millenaria cultura cinese».

E: «Ho scelto di vivere in questa città perché già la conoscevo piuttosto bene, grazie ai sei mesi da studente alla BLCU. Ma forse, motivo fondamentale, perché potevo contare su alcuni amici che già abitavano qui».

Se tornassi indietro, sceglieresti sempre Pechino?

A: «Sì, e anzi, come ho detto anche prima, ho scelto di frequentare proprio in questa città un Master della durata di tre anni».

E: «Penso che valuterei anche la possibilità di abitare a Shanghai, anche se non credo avrei avuto gli stessi piccoli successi che qui sono riuscita ad ottenere in così poco tempo».

Qual è la prossima città cinese

che visiterai?

A: «Mi piace visitare le campagne cinesi e i monti sacri, per entrare in contatto con una realtà diversa da quella della grande metropoli. Il mio prossimo viaggio in Cina sarà un tour nel Sichuan e nello Hunan, due province che sono molto curioso di vedere. Penso che dunque la prossima città sarà Chengdu».

E: «Immagino Tianjin , visto che è raggiungibile in mezz’ora di treno ( i miei orari lavorativi non permettono di meglio!)».

Quali sono l’aspetto positivo e quello negativo di Pechino?

A: «Il lato positivo è che non ci si annoia mai. La città è ricca di persone di ogni nazionalità e con mille storie da raccontare. Mi piace il contrasto tra il moderno e l’antico, mi piace mangiare per strada con un semplice banchetto sul marciapiede, mi piacciono i tanti parchi e laghi. La cosa che amo di più però è la vita semplice, senza nessun tipo di pregiudizio. Ci sono però anche molti lati negativi, come ad esempio l’inquinamento nell’aria che si percepisce chiaramente dal colore del cielo, o ancora il traffico indisciplinato o il fatto che molti cinesi tentino di truffarmi perché si accorgono che sono straniero».

E: «L’ aspetto positivo è che Pechino è una città in evoluzione, le persone stanno affinando i propri gusti, le differenze culturali rappresentano sempre meno un ostacolo ma una risorsa. L’aspetto negativo è rappresentato da traffico e inquinamento, argomenti principali di ogni lamentela locale!».

Tre cose che non ti saresti mai aspettato di trovare a Pechino.

A: «Così tanti parchi e laghi, lo speck della Valtellina, la mozzarella».

E: «La sovrattassa di tre yuan sui taxi dopo i 2 chilometri; meno bancarelle per le strade del quartiere Sanlitun; Gulou, un quartiere giovane e alternativo, dove sempre più ragazzi e lavoratori desiderano abitare, un po’ a metà tra Trastevere e Pigneto!».

Un consiglio per chi vuole venire a vivere a Pechino.

A: «Abbandonare qualsiasi tipo di pregiudizio; essere pronti ad entrare in contatto con una cultura più antica della nostra e che presenta tantissime differenze; abbandonarsi totalmente allo spirito della città».

E: «Un consiglio è: mai fermarsi alle prime impressioni!».

Tratto da Cina in Italia n.92 di Gennaio 2013