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Meduse e insetti cibo del futuro?

2013年10月29日 20:04 fonte:Cina in Italia  autore: Silvio Marconi
Foto Meutia Chaerani e Indradi Soemardjan

 

Sono utilizzati in Cina e in altri Paesi dell’Estremo Oriente, ma in Occidente permangono i pregiudizi alimentari.

 

Fra gli stereotipi anticinesi diffusi in Italia ed in Occidente, ve ne sono molti relativi ai cibi, basati sul fatto che in Cina ed in altre parti dell’Asia fanno parte da millenni delle ricche tradizioni gastronomiche locali piatti a base di animali che sono considerati “schifezze” in Occidente, come nel caso delle meduse e di alcuni tipi di insetti.

Il 27 ottobre 2013, in una trasmissione di Rete4, Pianeta Mare, si è dato conto del progetto finanziato dall’Unione Europea per lo studio dei mutamenti dell’ambiente marino mediterraneo che, tenendo conto della crescita esponenziale delle meduse in questo mare ed in particolare della proliferazione in esso (a causa delle mutate condizioni di temperatura) di specie provenienti dai mari asiatici, include uno studio sulle utilizzazioni per la ricerca biomedica, per la cosmesi ed anche per l’alimentazione umana delle meduse.

In un progetto più specifico destinato a far fronte ai danni che le infestazioni di meduse provocano all’ambiente marino mediterraneo, sempre finanziato dall’Unione Europea (“Medjellirisk”) è anche stavolta inclusa una campagna destinata ad educare i consumatori occidentali all’uso alimentare di questi marini, pratica nota da millenni ai cinesi e ad altre popolazioni dell’Estremo Oriente.

Quest’anno, presentazioni di piatti a base di meduse sono stati realizzate nell’ambito del progetto Tavola Blu sia presso Eataly a Roma che in occasione di iniziative gastronomiche di prestigio, a Vico Equense ed altrove (http://www.scattidigusto.it/2013/05/30/la-ricetta-con-le-meduse-di-gennaro-esposito/); in questo caso, lo chef campano Gennaro Esposito realizza l’abbinamento della medusa con elementi tipici della gastronomia tradizionale mediterranea, quale il pesto, le zucchine, la mozzarella di bufala.

Per usare le parole del citato chef Gennaro Esposito, è bene ammettere che «la medusa non l’abbiamo mai mangiata solo perché nessuno ce l’ha mai servita», ma in realtà nei ristoranti cinesi italiani ed europei essa è spesso presente nei menu e se non viene scelta dai clienti italiani è solo perché ci si rifiuta pregiudizialmente di assaggiare un cibo considerato “estraneo” ad una “tradizione” italiana, mediterranea, occidentale concepita falsamente come immobile e perenne, come se meno “estranei” fossero stati in passato mais, patata e pomodoro di origine americana, riso, tè ed agrumi di origine cinese, caffè di origine africana, ecc.

Del resto, la traduzione in termini di insulto su base gastronomica degli stereotipi xenofobi è vecchia pratica italica, dove i veneti venivano classificati come “mangia-gatti” oltre che come “mangia-polenta”, i tedeschi come “mangia-crauti”, gli ebrei come “mangia-trippa”, ecc. . Gli stessi stereotipi etnocentrici che hanno portato a bandire in Italia la commercializzazione di un prodotto tradizionale sardo come il “casu marsu”, un formaggio pecorino (detto anche “coi vermi”) che contiene larve vive di una mosca, mentre fanno accettare in Occidente il consumo di lumache, rane, ostriche, cozze, gamberetti e così via.

Sempre nel 2013, la Fao ha lanciato una raccomandazione all’estensione ai Paesi Occidentali delle pratiche di consumo alimentare di insetti (oltre 1.900 sono le specie di insetti che fanno parte già dell’alimentazione umana nel mondo) note da millenni in Cina ed inoltre in quasi ogni altra regione di tutto l’Estremo Oriente, oltre che all’uso di insetti per la preparazione di cibi per animali su grande scala; da vari anni, d’altronde, la FAO spinge per accrescere il consumo di vari tipi di insetti e vari istituti di ricerca in Occidente, come l’Università di Wageningen, nei Paesi Bassi, si dedicano a studi su questo tema. Va ricordato che il contenuto nutritivo in termini di proteine e metalli nobili di molti tipi di insetti è proporzionalmente superiore a quello della carne bovina, mentre il consumo energetico ed idrico per produrre insetti è enormemente inferiore a quello degli allevamenti bovini o di altro genere.

Il National Geographic, collegandosi con questa raccomandazione, già a maggio 2013 (http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2013/05/15/foto/8_insetti_da_mangiare-1656112/) ha evidenziato quali fossero gli otto tipi di insetti più consumati nel mondo e sottolineato che se l’uso alimentare umano di insetti (entomofagia) riguarda 36 Paesi africani, 23 nelle Americhe, 29 in Asia, esso è peraltro presente già anche in 11 Paesi europei. La stessa Fao, d’altronde, sottolinea come un fatto positivo le tradizioni alimentari asiatiche nel consumo di meduse e raccomanda che tali consumi si estendano anche ai Paesi Occidentali.

Il 12 ottobre 2013, si è intanto aperto a Parigi il primo ristorante con menu entomofagi: il Festin Nu; sarebbe interessante che operatori gastronomici italiani e cinesi collaborassero assieme in questa nuova interessante sfida anche nel nostro Paese.