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Il fast food piace ai cinesi

2013年11月20日 17:58 fonte:Cina in Italia  autore: Emanuele Marsili

 

In Cina si cerca di ostacolare il consumo di cibo-spazzatura che sta sempre di più sostituendo la tradizione gastronomica del paese, che vanta la migliore e  sana cucina del mondo. La fretta e la modernità rischiano di creare ipertensione e obesità in un popolo che non sapeva cosa fossero.

  

Lo stress della vita moderna, soprattutto per chi vive nelle grandi città, si ripercuote inevitabilmente sulla salute. Le persone, barcamenandosi tra gli impegni quotidiani, sempre più spesso scelgono di consumare pasti veloci, cibi già pronti o snack, che spesso si traducono in stili alimentari squilibrati con ripercussioni sul peso e sul benessere fisico. Il processo di globalizzazione alimentare ha portato gli abitanti del pianeta a consumare sempre meno varietà di cibi con una conseguente assuefazione del metabolismo a un’alimentazione troppo ricca di grassi, proteine, zuccheri e carboidrati raffinati.

Nella frenesia dell’era moderna sempre più consumatori scelgono il fast food, rapido ed economico quanto dannoso e calorico. Tra i numerosi rischi legati al consumo eccessivo di junk food troviamo lo sviluppo di malattie cardiache e il diabete. Hamburger, hot dog, patate fritte e sandwich sono un vero e proprio attentato alla salute del cuore. Cattiva alimentazione, alcool e fumo sono i fattori che influenzano maggiormente la pressione sanguigna. In Cina una persona su due è infatti a rischio di ipertensione; tra le cause il crescente peso della globalizzazione nel mondo mandarino. Nelle caotiche metropoli cinesi le imponenti insegne luminose dei fast food si susseguono lungo le strade sempre più affollati, segno evidente del cambiamento delle abitudini alimentari della popolazione.

McDonald’s, il re dei fast food americani, nel 1990 apre in Cina il suo primo ristorante, oggi ne vanta più di mille sparsi in tutto il paese. Ma la prima catena occidentale di fast food ad aprire i battenti, e quella che ha più successo soprattutto tra i giovani, è KFC (Kentucky Fried Chicken) nel 1987, specializzata in pollo fritto. KFC ha aperto in Cina 4.260 filiali in 26 anni, aggiudicandosi il primato tra i colossi del cibo veloce. Ed è con Pizza Hut che i cinesi hanno conosciuto la pizza, quella americana.

La cultura del fast food sta colonizzando la dieta dei cinesi, soprattutto dei più piccoli, il 12% dei bambini e degli adolescenti è infatti in sovrappeso. Anche la Cina entra quindi nell’era dell’obesità e l’allarme dei medici e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dà ai cinesi il benvenuto nel club dei malati di industrializzazione e ritrae una nazione già più grassa e malsana di Stati Uniti ed Europa. Meno di cinquant’anni fa diabete, obesità e malattie cardiovascolari causate dall’eccesso di cibo erano malattie pressoché sconosciute in Cina mentre oggi sono oltre 200 milioni i cinesi sovrappeso e 60 milioni quelli considerati gravemente obesi. L’adozione di gusti, stili e tendenze europei e americani nel Regno di Mezzo ha fatto sì che i cinesi si allontanassero gradualmente dal modello di alimentazione tradizionale.

L’alimentazione tradizionale cinese è costituita principalmente da cereali e verdure, mentre la carne è considerata un elemento secondario. Questo tipo di alimentazione povera di materie grasse è stata progressivamente sostituita e la quantità di alimenti di origine animale è triplicata negli ultimi cinquant’anni. I cinesi consumano più carne di una volta ma non hanno la costituzione fisica e la capacità metabolica degli occidentali; ciò è dovuto a una minore capacità di metabolizzare i lipidi. Anche se nella società tradizionale cinese l’obesità non è mai stato un problema frequente, la medicina tradizionale propone sin dall’antichità metodi efficaci per combatterla: agopuntura, massaggio tuina, tè verde, erbe medicinali e diete.

La dieta tradizionale prevede il consumo di carne magra, pollame, soia, pesce, doufu (formaggio di soia) e molta frutta e verdure fresche. Inoltre il formaggio per secoli è stato assente nella dieta cinese. Essa propone invece di eliminare il sale, lo zucchero e l’amido. La crescente preoccupazione per la salute dei cittadini cinesi da parte delle autorità ha portato all’istituzione, nel 1998, della Giornata Nazionale per la lotta all’Ipertensione, celebrata ogni anno l’8 ottobre.

In Cina, come negli altri paesi industrializzati, l’ipertensione uccide milioni di persone ogni anno. Il tema di quest’anno è “come regolarizzare il battito cardiaco e la pressione sanguigna”. Il problema è particolarmente grave soprattutto perché molti non sanno di essere affetti da questo disturbo: è dunque importante aumentare la consapevolezza e spingere i cittadini a fare controlli con maggiore frequenza. «Il 24% della popolazione cinese al di sopra dei 15 anni soffre di pressione alta», ha affermato Wang Wen, vicedirettore della Lega Cinese contro l’Ipertensione Arteriosa. «Questo significa che ci sono circa 260 milioni di pazienti affetti da questa malattia nella nazione». Secondo Wang il numero dei pazienti è aumentato da meno di 100 milioni nel 1991 a 260 milioni nel 2012. Secondo la cucina tradizionale cinese anche l’ipertensione si può curare con una dieta corretta. Vediamo quali sono i cibi consigliati:

1.Zuppa di sedano

2. Minestra di crisantemi

3. Germogli di soia

4. Zuppa di alghe marine

5. Zuppa di semi di loto

6. Aglio in agrodolce

7. Succo di carota

8. Zuppa di funghi lingzhi (o reishi)

9. Zuppa di kudzu

10. Zuppa di cozze e borsa pastore

Tratto da Cina in Italia n. 100 di Ottobre 2013