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Italia tra le mete preferite dai cinesi

2014年01月02日 16:52 fonte:Cina in Italia  autore: Lea Vendramel

Nel 2013 il Belpaese entra nella top ten delle destinazioni preferite dai turisti cinesi. Il presidente dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici: «Un buon segnale in previsione di Expo 2015, anno che vedrà 100 milioni di cinesi in giro per il mondo».

 

Bilancio positivo per il turismo cinese in Italia. Secondo l’Istituto Europa Asia, nel 2013 l’Italia si è piazzata al sesto posto nella classifica delle dieci destinazioni più gettonate dai turisti cinesi. Un bel passo avanti se si pensa che nel 2012 il Belpaese era rimasto fuori dalla top ten. Ma l’Italia non può farsi sfuggire l’occasione di intercettare questo flusso turistico in costante crescita che nell’anno appena concluso ha segnato un incremento del 23%.

Le mete dello Stivale preferite dai cinesi sono quelle classiche: città d’arte e dello shopping in primo luogo, ma anche località turistiche come Napoli, il lago di Como, le Cinque Terre e Capri. A scegliere l’Italia sono soprattutto cinesi appartenenti alla classe medio-alta, attratti dai marchi di lusso della moda italiana, dalla sua cultura e dai suoi prodotti enogastronomici. Nei loro viaggi amano spendere per acquistare prodotti esclusivi. Secondo le stime, la spesa media dei turisti cinesi all’estero è di 5.400 euro e quasi la metà del budget, per la precisione il 47%, è destinato allo shopping, in particolare borse, scarpe, vestiti e gioielli.

Secondo l’Istituto Europa Asia, l’andamento positivo registrato nel 2013 è solo l’inizio, perché le presenze turistiche in Italia sono destinate ad aumentare almeno fino al 2016 in misura maggiore rispetto agli altri Paesi europei, ad eccezione della Spagna, ma più della Francia, attualmente meta preferita dei turisti cinesi.

Per il presidente dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici, i dati del 2013 rappresentano «un buon segnale in previsione di Expo 2015, anno che vedrà 100 milioni di cinesi in giro per il mondo. È dovere e necessità del nostro Paese assicurarsene una buona parte: oggi sbarcano in Italia di rimbalzo, all’interno di viaggi organizzati che cominciano centinaia di chilometri più a nord, da Francoforte o Parigi. Il turismo cinese in Italia, in altre parole, è secondario: viene in Italia e di sfuggita, perché arriva principalmente in altri Paesi europei. Occorre invertire questa impostazione». A giocare un ruolo fondamentale, sottolinea Achille Colombo Clerici, «gli operatori turistici, in particolare gli albergatori che devono predisporre ambienti “amichevoli”, ad esempio piatti cinesi, bollitore per il tè nelle stanze, collegamenti tv via satellite con emittenti cinesi, organizzazione di shopping tour, di visite ai monumenti cittadini e alle località gastronomiche dei dintorni. Ma molto dipenderà anche dal sistema Italia in campo turistico».