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L’arte di Florentijn Hofman

2017年01月10日 19:34 fonte:Cina in Italia  autore: Marta Cardellini

 

Dal 2007 la sua papera di gomma ha iniziato a fare il giro del mondo. In più occasioni ha galleggiato in acque cinesi. Come il suo pesce rosa. Installazioni che prendono ispirazione dai giocattoli e fanno vedere le cose in una prospettiva nuova

 

«Far vedere alle persone le cose che conoscono in un prospettiva nuova e raggiante, farle sentire aperte e libere come da bambini». Così Florentijn Hofman, artista olandese di nascita e tedesco di adozione, descrive le sue installazioni artistiche. Vere e proprie attrazioni che creano spesso interesse e scalpore in turisti e passanti. Una visione dell’arte integrata nella vita quotidiana, realizzata tramite opere concettuali dalle misure surreali e posizionate in angoli della città visibili a tutti, libere da barriere e gratis.

La papera di gomma galleggiante è la più famosa, l’unica fra tutte ad essere itinerante e di diverse dimensioni. È stata ospitata nelle acque del Palazzo d’Estate a Pechino, nel porto di Hong Kong, a Taiwan, Hangzhou e Shanghai, oltre ad aver girato per Francia, Belgio, Giappone, Nuova Zelanda, Stati Uniti e altri Paesi ancora. Per tutto il mese di agosto l’opera con i suoi diciotto metri di altezza ha galleggiato sul fiume Songhuajiang nel porto di Harbin, nella provincia nord est dell’Heilongjiang. Si è trattato della 28esima tappa del giro intorno al mondo iniziato nel 2007 in Francia a Saint Nazaire con una papera alta ventisei metri.

Celebre anche il pesce rosa galleggiante, installato nel mese di aprile 2016 a Wuzhen, che con i suoi quindici metri di lunghezza e sette di altezza è stato per i cinesi una rappresentazione artistica degli antichi valori alla base della tradizione culturale.

Come sono nate queste installazioni artistiche?

«L’uso di giocattoli di produzione di massa, di statuine di ceramica e l’estetica di tutto ciò mi hanno indotto a creare versioni ingigantite con l’utilizzo di diversi materiali come pelle. Gli oggetti sono intrecciati con il nostro Dna globale poiché sono stati esportati in tutto il mondo. Mi piace che le persone li vedano di nuovo come la prima volta. Prima viene fatta la scelta degli oggetti e della pelle, poi vengono montati nel sito. L’identificazione del sito induce le persone ad osservare e guardare di nuovo ciò che già conoscono, le “inganna” ad esplorare , incontrarsi e comunicare».

Perché la scelta di una papera? Che cosa rappresenta?

«Le acque del mondo viste come la nostra vasca da bagno globale, è per questo che c’è una papera allargata che galleggia da qui a lì».

Queste famose opere d’arte sono apparse in varie città cinesi, come Hong Kong, il Palazzo d’Estate a Pechino, Shanghai, Taiwan e ora Harbin. C’è un legame tra le tue opere e la Cina? Come è lavorare in questo Paese?

«Lavorare in Cina è stato molto interessante ed anche difficile e questo è esattamente quello che lo ha reso grandioso!»

L’iconica installazione della papera è stata nella città di Harbin per un mese, il 28esimo appuntamento del suo tour mondiale. In questa occasione hai realizzato una papera con duecento pezzi di gomma, alta diciotto metri e del peso di una tonnellata. I numeri e le dimensioni sono importanti nei tuoi lavori? Qual è il significato?

«Le dimensioni non sono importanti per me, ma le installazioni hanno solo bisogno di una certa dimensione per travolgere e adattarsi al sito al meglio».

Prendi ispirazione dai giocattoli per i progetti degli animali. Che ruolo hanno gli animali nelle tue creazioni e qual è invece il ruolo dei giocattoli?

«Molti giocattoli sono connessi agli animali, in genere vengono prodotti in massa e questo mi interessa. Mi incuriosisce molto cosa significano, perché appaiono così come appaiono e, come ho già detto, sono curioso di cogliere l’anima di una forma o sagoma collettiva globale e farne un’affascinante installazione».

Il pesce rosa galleggiante a Wuzhen è un’installazione che porta un forte significato culturale. Nella tradizione cinese il pesce è simbolo di ricchezza e prosperità, oltre che portafortuna. Come mai hai scelto di creare qualcosa di diverso rispetto alle tue opere e perché hai scelto proprio il pesce?

«Il pesce è una creatura importante a Wuzhen, una città d’acqua in cui il pesce nuota come intermediario, proprio come l’arte, è catalizzatore dell’attenzione estraendoci dalla comprensione di un luogo. Inoltre a Wuzhen abbiamo trovato oggetti e rilievi sui muri che avevano a che fare con il pesce».

Come descrivi la tua missione artistica?

«La mia missione artistica è far sì che le persone utilizzino i propri occhi, vedano le cose che conoscono in una prospettiva nuova e raggiante, si sentano libere e aperte come fossero di nuovo bambini».

Hai un sacco di fan cinesi. Cosa pensi della Cina?

«La Cina mi piace molto, non mi piacciono i fan, non sono una star e non mi piace la celebrità, rende le persone contenute e ordinarie nello sviluppo delle proprie idee. Mi piacciono le persone e il cibo e il modo in cui il Paese sta cambiando velocemente. È una grande sorgente per un artista realizzare lavori provenienti da diversi punti di vista e pensieri. Solo il fatto che la Cina abbia già avuto nel mondo un così grande impatto condividendo i suoi lavori e prodotti e modi di vivere la rende un’ispirazione senza fondo per me». 

Da Cina in Italia di novembre 2016