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Lo sviluppo e l'evoluzione della cultura cinese

2017年01月13日 17:10 fonte:Cina in Italia  autore: Nino Azzarello

 

Il volume analizza lo sviluppo della cultura cinese, frutto della stratificazione secolare e dei profondi cambiamenti avvenuti nel Paese a partire dalla seconda metà del XIX secolo, prendendo le mosse dalla trattazione scritta, dalle gazzette ufficiali fino ai blog

 

La tragedia che inaugurò nel XIX secolo i cento anni di umiliazione nazionale ad opera delle potenze occidentali vincitrici aprì le porte della Cina alla modernità. Dall’incontro dell’Impero cinese con l’Occidente prende le mosse il libro Cina e modernità. Cultura e istituzioni dalle guerre dell'oppio a oggi, che Alessandra Lavagnino e Bettina Mottura, entrambe docenti di Lingua e cultura cinese all’Università degli Studi di Milano, hanno dato alle stampe, ideale prosieguo del volume precedente Cultura cinese. Segno, scrittura e civiltà, pubblicato nel 2013.

Le autrici hanno risposto egregiamente alla sfida di contenere in un volumetto di 220 pagine, al netto da una ricca bibliografia, la trattazione di una materia così vasta, l'evoluzione appunto della cultura cinese, frutto della stratificazione secolare e dei profondi cambiamenti avvenuti nel Paese a partire dalla seconda metà del XIX secolo, e conservata grazie ad un imponente patrimonio scritto. La scelta delle tematiche più rilevanti sulle quali oggi in Cina si discute (come identità e nazionalismo, Stato e governo, partito e organizzazione, risorse umane, informazione e media) è perciò una strategia obbligata che il libro fa a partire dalle chiavi di lettura usate di volta in volta dalle leadership del Paese per interpretare temi e processi storici che incarnano l’identità nazionale. La coerenza della scelta tematica è affidata ad un unico modello narrativo, che è quello di attenersi alla trattazione scritta: in altri termini, non la descrizione enciclopedica di quel che è successo, ma come si sono narrati i cinesi nei testi.

Il risultato è la narrazione, a partire dalle gazzette imperiali ai blog di oggi, di un lungo percorso di trasformazioni, talvolta violente e sconvolgenti, fino allo spregiudicato pragmatismo del presente, dove la tradizione più antica viene recuperata per alimentare il nazionalismo - che è cosa diversa dal patriottismo - e avvalorare la propaganda positiva che è il leitmotiv della odierna cronistoria ufficiale. Forse per questo nel libro non si sente l’eco delle voci negative.

Dallo studio dei testi emerge la prodigiosa continuità culturale della Cina in cui la lingua ha avuto un ruolo fondamentale. Nella temperie seguita all’incontro-scontro con l’Occidente che ha fatto nascere le moderne idee di nazione, nazionalismo e identità nazionale, la lingua è stata al centro di un dibattito tra conservatori e liberali circa il suo rinnovamento. Sulla scia del Movimento del Quattro maggio del 1919, ci fu chi sostenne, come lo scrittore Hu Shi, che la Cina avrebbe dovuto fare come l’Italia del XIV secolo che aveva creato la propria lingua nazionale a partire dal vernacolo fiorentino e dallo stil novo, che ebbe in Dante il massimo esponente.

Con il 1978 si inaugura la straordinaria stagione riformista di Deng Xiaoping finalizzata alla stabilità politica e allo sviluppo economico. Riforma e apertura e socialismo con caratteristiche cinesi diventano parole d’ordine immancabili e quasi sacre, atte a legittimare all’interno e all’esterno le scelte politiche più controverse e a coagulare il consenso del popolo intorno ad esse e al Partito. Dopo la battuta d’arresto seguita alla tragedia di Tian’anmen del 4 giugno 1989 riprendono le riforme e da quel momento a oggi il PCC ne è la forza dirompente verso l’apertura e il libero mercato.

A questo il Paese è arrivato grazie ad un lungo processo che prova a scavare nelle pieghe delle memorie più dolorose (letteratura delle ferite) per ritrovare il filo ideale di una tradizione culturale mai spenta. La ricerca delle radici e il recupero del Confucianesimo sono le leve di cui si serve l’attuale leadership per alimentare il sogno cinese di benessere e ricchezza all’interno e di forza verso l’esterno.

Il libro dà conto della pluralità di voci e di canali d’informazione che attraverso le traduzioni consentono ad un pubblico internazionale di dialogare con la cultura cinese e comprenderne la ricchezza e la modernità.

Da Cina in Italia di novembre 2016