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Smartphone cinesi alla ribalta

2017年05月26日 17:11 fonte:Cina in Italia  autore: Luca Simonelli*

 

I brand locali hanno lanciato la propria sfida ai marchi internazionali

 

I telefoni cellulari sono oramai un oggetto di uso comune nella maggior parte dei Paesi industrializzati, dove normalmente la loro percentuale di penetrazione è pari o superiore al 100%, con alcuni individui che possiedono più di un telefono. Anche la Cina da oggi può essere considerata (almeno a livello statistico) un Paese con una percentuale di penetrazione dei dispositivi cellulari pari alla popolazione. Nel 2016, infatti, il numero di cellulari ha raggiunto quota 1,306 miliardi, un numero di poco inferiore al totale della popolazione cinese. Di questi, secondo Statista, 650 milioni sarebbero smartphone, con una previsione di crescita fino a 700 milioni nel 2018.

A tutto smartphone

Gli smartphone in Cina rappresentano uno strumento fondamentale nella vita quotidiana, e, secondo il China Internet Network Information Center, circa il 92,5% degli utenti internet dell’intero Paese li utilizza per accedere alla rete, per un totale di 656 milioni di persone, pari al 42% della popolazione, di cui ben 173 milioni, cioè il 24,5% dei cinesi accedono alla rete solo ed esclusivamente tramite il cellulare.

Tale diffusione degli smartphone è stata accompagnata di pari passo da una forte espansione della tecnologia di connessione 4G in tutto il Paese. Nel 2016, infatti, secondo i dati rilasciati da China Mobile, la maggiore compagnia di telecomunicazioni del Paese, gli utenti che utilizzano il 4G sono 510 milioni, un numero superiore a quelli combinati di Stati Uniti ed Europa.

Di fronte a una crescita delle vendite di smartphone a livello mondiale pari al 6% nel 2016, è possibile affermare che la Cina da sola stia trainando questo fenomeno, segnando un +24% nelle unità prodotte tra il 2015 e il 2016 (rispettivamente 88,8 milioni e 109,7 milioni) e un corrispettivo aumento del 20% sulle valore delle vendite (da 26,9 miliardi di dollari a 32,4).

I brand più in voga

Se a livello globale il mercato è dominato da Samsung (21%) e Apple (12,5%), seguiti dai cinesi Huawei (9,3%), Oppo (7,1%) e Vivo (5,8%), a livello locale le parti si invertono, con Oppo a farla da padrone (16,8%), seguito da Vivo (16,7%) e Huawei (16,4%), con Apple (9,6%) ad inseguire. Uno scenario che è andato configurandosi negli ultimi due anni, nel corso dei quali il gruppo BBK Electronics, compagnia del miliardario Duan Yongping di base a Dongguan, che realizza anche telefoni cellulari e smartphone dei marchi Oppo e Vivo, ha conquistato rapidissimamente la leadership nelle quote di mercato degli smartphone. In base ai dati di International Data Corporation, tra il 2015 ed il 2016 Oppo ha realizzato una crescita del 122%, passando dall’8,5% del market share nel 2015 al 16,8% nel 2016 e aumentando le vendite da 35,3 a 78,4 miliardi di dollari. Vivo, invece, ha registrato un incremento del 96,9%, mentre Apple un calo del 23,2%, diminuendo la propria quota di mercato dal 13,6% nel 2015 al 9,6% nel 2016 e il volume delle vendite da 58,4 a 44,9 miliardi di dollari.

L’avanzata dei brand cinesi

Oppo e Vivo, pur appartenendo allo stesso gruppo sono in competizione, anche se è possibile riscontrare numerose similitudini tra i due brand, tra i loro prodotti e tra le loro strategie aziendali. Entrambi puntano sulla realizzazione di un prodotto a basso costo che però abbia caratteristiche tecnologiche in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori. Il prodotto di punta di Oppo, il telefono R9, con un prezzo che varia tra i 239 e i 539 dollari, ha un design che somiglia molto ai modelli iPhone 6 e iPhone 6S Plus. Grazie anche alla fotocamera interna da ben 16 megapixel, caratteristica che gli consente di avere una grande attrattiva verso i consumatori cinesi amanti dei selfie, è diventato il telefono più acquistato nel 2016 in Cina, conquistando da solo il 4% del mercato.

Il fatto di essere un prodotto con aspetto e potenzialità simili a quelle di Apple ma a costi inferiori ha garantito la crescita esponenziale di questi due brand. La vera intuizione, però, è da ricercare nella strategia di vendita: questi dispositivi cellulari sono stati venduti in grandissima parte nelle aree rurali e nelle città di terza e quarta fascia della Cina, zone dove il reddito disponibile medio è più basso rispetto alle metropoli come Pechino o Shanghai, ma dove il numero di popolazione residente è molto elevato. Vincente anche la parziale assenza dai mercati digitali di e-commerce e la forte insistenza sulla vendita offline, vecchio stile, in negozio. Basti pensare che solo Oppo ha 200mila punti vendita sparsi in tutta la Cina. Proprio l’apertura di punti vendita nelle aree rurali e nelle città di bassa fascia con promozioni esclusive per il lancio dei prodotti hanno contribuito alla penetrazione in quelle zone.

La sfida con Apple

Nonostante l’anno negativo appena trascorso, Apple in Cina si conferma comunque come uno degli attori principali sul panorama del mercato degli smartphone. Non solo l’iPhone rappresenta ancora uno status symbol, ma Apple può contare su alcuni punti forti che, nonostante i prezzi elevati, gli consentono di rimanere sul mercato con un ruolo da protagonista. Circa il 40% degli utenti che utilizzano dispositivi Apple rimangono fedeli alla casa di Cupertino anche durante la fase di upgrade degli smartphhone, acquistandone nuovi modelli e ignorando così la possibilità di acquistare modelli simili di altre case produttrici a costi più contenuti. Nel 2016 Apple in Cina ha stabilito un nuovo record mondiale per quanto riguarda l’App Store: con 1,7 miliardi di dollari guadagnati, l’App Store cinese ha infranto ogni record nella storia della mela, superando anche gli Stati Uniti, fermi a 1,5 miliardi.

Il probabile futuro campo di battaglia per i costruttori di smartphone cinesi saranno le città di prima e seconda fascia, dove i consumatori sono abituati a prodotti di qualità, più difficilmente cambiano brand e sono meno sensibili al prezzo. In questo scenario Oppo e Vivo dovranno necessariamente ripensare la propria attività di marketing, cercando di aumentare la propria visibilità e appetibilità nei confronti del pubblico e, contestualmente, cercare di migliorare il livello qualitativo dei propri prodotti. Allo stesso tempo Apple non rimarrà sicuramente a guardare e con il lancio del nuovo iPhone 8, evento atteso da molti cinesi, probabilmente potremo assistere a un rilancio nel mercato cinese per il 2017. Bisognerà vedere, però, se i suoi nuovi concorrenti locali nel frattempo adotteranno quelle nuove strategie in grado di inserirsi anche tra le fasce più abbienti della società cinese.

*Daxue Consulting

Da Cina in Italia di aprile 2017