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Due pianisti italiani in Cina

2017年06月05日 18:21 fonte:  autore: Marta Cardellini
foto: Xinhua/Wang Xiaoming

 

Umano vs Artificiale, questa la singolare sfida musicale dell’italiano Prosseda e del robot TeoTronico. Due pianisti che, accompagnati nel loro viaggio da un orgoglio del Made in Italy, hanno incontrato il pubblico cinese per far conoscere il vero senso della musica.

 

Ha raccolto molto successo il nuovo progetto del pianista italiano Roberto Prosseda approdato nei giorni scorsi in Cina insieme al robot a 53 dita TeoTronico per tenere dei particolari concerti al pedal piano, un pianoforte doppio dotato di una pedaliera simile all’organo collegata ad un secondo pianoforte. Lo strumento, presentato per la prima volta in tutta l’Asia grazie alla serie di eventi organizzati il 1 giugno a Pechino e il 3-4 nella città di Tianjin, rappresenta l’eccellenza del Made in Italy per quanto riguarda la storia dell’artigianato musicale. Il Pinchi Pedalpiano System, nome proprio del pedal piano suonato da Prosseda e dal robot pianista, è stato ideato e costruito proprio dalla ditta originaria Pinchi di Foligno, storica bottega artigianale umbra nata dal maestro organaro Libero Rino Pinchi nel 1930, ed è uno strumento di concezione modernissima realizzato in fibra di carbonio con macchinari ad alta precisione e controllo numerico computerizzato. Si tratta di una nuova concezione del pianoforte, uno strumento sempre più proiettato verso il futuro. E proprio di questo si è fatto rappresentante Prosseda insieme al robot TeoTronico, entrambi coinvolti in una singolare sfida alla tastiera.

L’idea, nata per spiegare il senso della musica classica ai bambini che grazie alla presenza di un robot possono essere maggiormente attratti e incuriositi, è l’occasione per riflettere sull’espressione musicale, ha spiegato Prosseda. «In un'epoca in cui le macchine e l'informatica sembrano volersi appropriare di gran parte delle attività svolte dall'uomo, questa insolita sfida alla tastiera punta l'attenzione sull'importanza della creatività e delle emozioni come priorità assoluta del far musica, in opposizione all'algida esattezza delle esecuzioni del robot. Oggi le nostre vite sono sempre più invase dalla tecnologia, ed è importante non perdere la nostra identità e la coscienza delle nostre emozioni» ha proseguito il pianista.