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Li Quan, dall'età di quattro anni il è considerato “principe del piano”

2017年08月16日 16:01 fonte:Cina in Italia  autore: Daniela Baranello e Zhang Changxiao

 

Studia musica e il pianoforte dall’età di quattro anni. Oggi in Cina è una star ed è stato più volte in Europa, dove ha girato un corto scegliendo come colonna sonora la cover di Quando, quando, quando



Il suo nome inglese è James Li. Nasce nel 1969 a Shanghai, ma le sue origini sono a Wuhan, nel distretto di Huangpi. Nel 1995, a 25 anni, lancia il suo primo album ufficiale in cinese, Shanghai Meng (Il sogno di Shanghai). Nel 2013 gira un cortometraggio in quattro Paesi europei dal titolo Yanyu (Incontri romantici), che ha esordito a Pechino ottenendo 140 milioni di visualizzazioni. Oggi è anche un noto produttore musicale.Ma il suo talento Li Quan lo dimostra fin da piccolo. All’età di 4 anni inizia a studiare il pianoforte classico, tanto che in patria inizia ad essere considerato come il “principe del piano”, «un titolo piuttosto strano ― ci confida ― ero solo un bambino costretto a studiare il piano per la situazione storica dell’epoca. Non ho iniziato perché mi piaceva la musica, ma per le condizioni dell’epoca e per i miei genitori. Era un periodo particolare, un periodo di transizione dopo la Rivoluzione culturale e dopo i vari “movimenti” prima della riforma e apertura, quando la Cina voleva il riconoscimento da parte del mondo esterno». Il primo traguardo lo raggiunge nel 1984 a 15 anni, con l’ammissione al Conservatorio di musica di Shanghai. Negli anni da studente forma una propria band e con diversi colleghi di musica, con idee affini alle sue, porta avanti percorsi di esplorazione e pratica musicale comuni. Nel 1984 inizia a comporre e l’anno successivo nasce la sua prima creazione, Tingliu (Soggiorno temporaneo)

In Cina è noto per le sue canzoni originali e l’atteggiamento inflessibile nei confronti della pressione dell’industria musicale commerciale. «Ho vissuto due spaccature. All’inizio tendevo a separarmi dalla cosiddetta “musica commerciale”, sono cresciuto con la musica classica. Poi al college ho firmato un contratto discografico e sono entrato nell’ambito della musica pop. La seconda spaccatura c’è stata dieci anni fa, quando in realtà fare dischi era il mio sogno, era quello che volevo, ma poi è iniziato il declino dei dischi e mi sono allontanato dalla scena, ho abbandonato la mia identità di artista compositore e mi sono dedicato ad aspetti più commerciali, ho creato una casa discografica e una scuola di musica. Ma diciamo che oggi non prendo molto in considerazione il mondo commerciale, faccio quel che mi va di fare». 

Il 1998 segna il vero passaggio a musicista di nuova generazione, sia dal punto di vista artistico che qualitativo. Nel 2002 vince il premio come miglior cantautore nella seconda classifica mondiale delle canzoni cinesi e l’anno successivo, con il singolo Liulang Gou (Cane randagio), vince il 26º Premio nazionale per la canzone cinese più popolare, della Top Ten di canzoni cinesi di Hong Kong, e poi l’unico grande premio della Cina continentale, Golden Melody Award, battendo il record dei cantanti continentali, che per 25 anni non lo hanno ottenuto. Ma cosa pensa della musica di oggi? «I giovani di oggi ascoltano canzoni molto diverse da quelle che ascoltavamo noi all’epoca, perché la Cina oggi cambia rapidamente e a livello musicale si sono attraversati grandi cambiamenti, anche in America ed Europa. Credo che la musica pop abbia la caratteristica di avere per ogni epoca i suoi artisti, noi che apparteniamo alla vecchia generazione possiamo realizzare qualcosa di ancora più bello, raccontare com’eravamo alla nuova generazione». Li Quan classifica in due categorie gli artisti della sua epoca, c’è chi ha seguito le tendenze e la strada commerciale e chi i propri obiettivi iniziali, lui si colloca a metà fra le due e si ritiene un moderato, aspetto che si può ritrovare nelle sue canzoni, dove «da un alto seguo le mie idee, dall’altro faccio qualcosa che soddisfi il pubblico, anche se oggi ― confessa ― sono un po’ cambiato e forse seguo di più quello che voglio». Riguardo allo scambio culturale con i Paesi occidentali, afferma che sebbene l’Occidente abbia sempre occupato una posizione centrale e rappresentato un modello da imitare, in realtà l’Oriente ha anch’esso il proprio passato glorioso e le proprie bellezze, per molto tempo ignorate a causa della lontananza, «il suo patrimonio artistico dopotutto riguarda un periodo storico ben più lungo, molti aspetti si stanno scoprendo lentamente e molti artisti asiatici, dopo aver conosciuto il mondo occidentale, tornano in patria ottenendo riconoscimenti a livello internazionale». In dieci anni (dal 1995 al 2005), Li Quan pubblica sei album propri e inoltre scrive canzoni per l’attore Andy Lau e diversi cantanti famosi. Nel 2012, dopo il periodo di allontanamento dalla scena, riprende la carriera musicale con un album elettronico, The Genius and The Dust e nel 2013 partecipa a diversi programmi televisivi, vincendo un altro premio come miglior cantautore. Lo stesso anno gira in Europa il corto Yanyu, che il primo giorno online ottiene quasi 8 milioni di click, con la canzone dal titolo omonimo, una cover riarrangiata del classico italiano Quando, quando, quando. Il testo della canzone cinese è preso dal copione del film, pertanto l’intero brano sul piano emotivo e del contenuto è in perfetta sintonia con la trama. Li Quan partecipa da diversi anni al JZ Festival, dove si esibisce con sue canzoni e altri pezzi in lingua inglese e ogni anno viaggia molto, anche in Europa.

Da Cina in Italia di luglio 2017