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I simboli della Festa del Doppio Nove

2017年10月27日 18:26 fonte:Cina in Italia  autore: Lea Vendramel

 

Il 28 ottobre, nono giorno del nono mese lunare, si celebra la Festa Chaoyang, diventata in anni recenti anche la Festa degli Anziani. Tra le tradizioni ancora radicate salire sulle alture, bere vino di crisantemo e indossare sacchetti di corniolo

 

Oggi è diventata anche la Festa degli Anziani, ma la Festa Chongyang, anche detta del Doppio Nove, ha origini molto lontane. Come ci ricorda una dei nomi con cui viene indicata, si celebra il nono giorno del nono mese lunare, data che spiega anche l’altro suo appellativo. Il nove, secondo quanto si legge nell’Yi Jing, il Libro dei Mutamenti, è il simbolo dello yang, l’energia positiva maschile, proprio per questo la festività è stata chiamata anche Festa Chongyang, che in cinese significa “doppio yang”, visto che nella data della ricorrenza il numero nove si ripete appunto due volte. In cinese, poi, nove si dice jiu, dalla sua ripetizione jiujiu risulta una parola omofona dell’espressione “a lungo, per lungo tempo”, concetto messo in relazione con la longevità. Proprio per questo in epoca moderna è stato deciso di celebrare nello stesso giorno anche la Festa degli Anziani per augurare loro salute e lunga vita. Quest’anno cade il 28 ottobre.

La nascita della festa

Celebrata in tutto l’Estremo oriente, è nata come occasione per onorare i raccolti autunnali. In Cina ha cominciato a diffondersi nel periodo degli Stati combattenti (453 a.C. – 221 a.C.), è diventata poi popolare durante la dinastia Han (206 a.C – 220 d.C.), ma ha assunto l’ufficialità solo durante la dinastia Tang (618 d.C. – 907 d.C.).

Storie e leggende

Come per ogni festività cinese, anche la Festa Chongyang porta con sé un folto bagaglio di storie e leggende che ne raccontano le origini. Una di queste narra che durante la dinastia Han orientale (25 – 220), un demonio si impossessò del fiume Nu causando gravi malattie nelle popolazioni che vivevano lungo il suo corso. Tra coloro che persero la vita ci fu il padre di Hengjing, che così decise di affrontare questo demonio e liberare la popolazione dai suoi malefici. Hengjing affrontò un lungo viaggio per raggiungere l’immortale Fei Changfang, dotato di poteri soprannaturali grazie ai quali non solo era in grado di controllare il clima, ma anche di scacciare gli spiriti. Hengjing gli chiese di insegnargli l’arte della spada, necessaria per sconfiggere il demonio. L’ottavo giorno del nono mese lunare Fei Changfang disse a Hengjing che era arrivato il momento di affrontare il suo nemico, visto che il giorno successivo quest’ultimo si sarebbe manifestato. Allora il giovane ritornò al suo paese portando con sé una borsa di corniolo e del vino di crisantemo. Il nono giorno del nono mese lunare, in attesa della comparsa del demonio, Hengjing seguì alla lettera le indicazioni del suo maestro, distribuì ai suoi compaesani foglie di corniolo e vino di crisantemo, li portò tutti in cima a un monte e con la sua spada sconfisse il demonio. Quando la sera scesero dal monte e rientrarono a casa, trovarono senza vita tutti i loro animali e capirono che erano davvero riusciti ad evitare un grave disastro.

Usanze e tradizioni

Da questa storia si evincono le principali tradizioni che caratterizzano la Festa del Doppio Nove. Fare passeggiate in montagna o in collina con la famiglia, indossare sacchetti di corniolo e bere liquore al crisantemo. Tutte e tre queste attività sono considerate funzionali a scacciare il maligno. Si crede, infatti, che scalare le montagne aiuti a prevenire le malattie, bere il vino di crisantemo curi ogni malanno e il corniolo sia una pianta in grado di allontanare le disgrazie. Proprio per questo in passato era molto diffusa l’abitudine di far indossare ai bambini sacchetti profumati con semi di corniolo. Da quando poi il nono giorno del nono mese lunare è stato proclamato anche Festa degli Anziani si è diffusa l’abitudine di organizzare gite ed escursioni in montagna per gli anziani.

I crisantemi

Fiore simbolo della festa, quindi, è il crisantemo, che oltre ad essere presente in forma di bevanda, è anche oggetto di ammirazione, visto che il nono mese lunare coincide con il periodo della sua fioritura. Nel giorno della festività è abitudine passeggiare nei parchi per ammirarne le diverse specie che li costellano.

Il crisantemo è un fiore molto presente nella lunga tradizione cinese. Nato proprio in Cina, si ritrova già in documenti scritti risalenti al V secolo a.C. Considerato il fiore della longevità, dall’epoca Tang cominciò ad essere usato per abbellire le acconciature femminili. Nel corso dei secoli, poi, si diffuse anche l’abitudine di decorare porte e finestre con crisantemi con l’intento di allontanare la cattiva sorte.

I dolci fioriti

Ad ogni festa tradizionale è associato un cibo che la caratterizza. Nel caso della Festa Chongyang si tratta dei dolci fioriti, anche detti torte del doppio nove o del doppio yang o del crisantemo. Sono tortini di riso glutinoso, miglio o fagioli, cotti al vapore, decorati con bandierine di cinque colori, posizionati tra castagne, pinoli, melograni o anche giuggiole. Il fatto che il termine cinese per indicare torta è gao, omofono dell’aggettivo “alto”, il consumo dei dolci fioriti è messo in relazione all’attività di salire sui colli, entrambe attività che simboleggiano la volontà di migliorare la propria posizione. 

Da Cina in Italia di ottobre 2017