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Cina-Vaticano, accordo provvisorio sulle nomine dei vescovi

2018年09月28日 14:08 fonte:  autore: redazione

 

Il recente accordo firmato da Cina e Vaticano promette un nuovo inizio nella strada dei rapporti fra i due stati, ponendo come presupposto della stessa la visione basata sul «dialogo»

 

Se ne parlava già da tempo e alla fine è arrivato. Seppur, secondo le fonti, provvisorio e ancora non definitivo l’accordo fra Cina e Vaticano sulle nomine dei vescovi, tema spinoso che da sempre è stato al centro della storica diatriba fra le parti, promette di dare un nuovo inizio sia alla vita della comunità cattolica in Cina che, in futuro, alla strada dei rapporti diplomatici fra i due stati.

Secondo quanto riportato dai media cinesi, l'accordo provvisorio è stato siglato a Pechino in una riunione tra Wang Chao, viceministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, e monsignor Antoine Camilleri, sottosegretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati, e rispettivamente capi delle delegazioni cinese e vaticana. «Cina e Vaticano - si legge nella nota - continueranno a portare avanti il processo di miglioramento dei rapporti bilaterali».

Più recenti, invece, sono le critiche uscite sulla stampa italiana che riguardano la firma degli accordi e la svolta maturata dopo dieci anni di lavoro, secondo le quali il Vaticano avrebbe “svenduto” la Chiesa a Pechino. Le stesse voci sono state smentite dall’organo di stampa vaticana Vatican News che, riportando le parole di Papa Francesco di ritorno dal viaggio in Lituania, sottolinea l’importante “portata” dell’accordo giunto dopo anni di scontro fra la comunità cattolica e il governo cinese e oggi punto di incontro fra i due in una visione condivisa che vuole «il dialogo come la strada da seguire». Papa Francesco dice: «l’Accordo l’ho firmato io, io sono il responsabile» e chiede di «pregare per chi, avendo dietro le spalle tanti anni di clandestinità, oggi non ne comprende la portata». In ogni accordo di pace, dice ancora, entrambe le parti perdono qualcosa, ma tuttavia «adesso è il Papa a nominare i vescovi cinesi», ricordano in ultimo la grande fede del popolo cinese, da tempo comprovata.